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ilversoritrovato
selezione poetica curata da pasqualedigennaro


Diario


3 aprile 2007

eccoci qui.

Per fare le poesie ci vuole molto tempo. Moltissimo tempo. Bisogna perdere tempo: solo se il tempo lo perdi, qualche volta ti ritorna indietro nella forma di una poesia. Qualche volta succede, ma molto spesso no. Perdi tempo e basta. Si può fingere di fare qualcosa, mentre si sa che si sta soltanto perdendo tempo: io m'invento soprattutto che devo mettere ordine, eliminare oggetti inutili, liberare il tavolo; ma lo so che non è vero. Sto solo perdendo tempo.

Per fare le poesie c'è bisogno di tempo anche perché le parole che stanno dentro le poesie, e le compongono, devono essere proprio quelle: non è che ne puoi scrivere una a caso, come viene, così ti sbrighi. No, ci vuole proprio quella. E a volte per trovarla passano anni e tu ritrovi una poesia vecchia, che era rimasta incompiuta: e dopo tanti anni la trovi, la parola giusta. Insomma, le poesie sono oggetti di precisione.

Marina   Mariani



SIA QUESTO IL VERSO

 

Mamma e papà ti fottono.
Magari non lo fanno apposta, ma lo fanno.
Ti riempiono di tutte le colpe che hanno
e ne aggiungono qualcuna in più, giusto per te.


Ma sono stati fottuti a loro volta
da imbecilli con cappello e cappotto all'antica,
che per metà del tempo facevano moine
e per l'altra metà si prendevano alla gola. 


L'uomo passa all'uomo la pena.
Che si fa sempre più profonda come una piega costiera.
Togliti dai piedi, dunque, prima che puoi,
e non avere bambini tuoi. 

 

Philip Larkin (da : "FINESTRE ALTE" - traduzione di Enrico testa - Einaudi 1974).


LA STAZIONE

 

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.


Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

 Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente. 
 

L'assenza della ia persona
è avviata verso l'uscita tra la folla. 

Alcune donne mi hanno sostituita
frettolosamente
in quella fretta. 

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente. 

Si  sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta 
una valigia non mia.

La stazione di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.
Fuori della portata
della nostra presenza. 

 
Nel paradiso perduto
della probabilità.
Altrove.
Altrove

Che sonorità queste piccole parole.

 

Wislawa Szymborska

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 3/4/2007 alle 8:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
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